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Bollate, 20 Marzo 2019

COMUNICATO STAMPA

Ci corre l’obbligo ri-sottolineare cosi come già fatto nei mesi scorsi quelli che per Confcommercio Bollate sono dei punti fermi fondamentali e imprescindibili oltre che ribadire, ancora una volta, il nostro NO al centro commerciale che si intende edificare tra Cassina Nuova-Cascina del Sole.

1) SATURAZIONE COMMERCIALE E RIPERCUSSIONI PER IL COMMERCIO DI VICINATO

Sulla base di quanto tocchiamo con mano ci pare già eccessiva l’offerta commerciale data dalle GSV nel nostro circondario: nel raggio di veramente pochi chilometri e di pochi minuti d’auto dal centro di Bollate abbiamo una pletora di centri commerciali.

Il risultato è la forte penalizzazione del commercio di vicinato, una forma di commercio che sappiamo essere un valore per i centri abitati, una garanzia di salvaguardia della vitalità, attrattività e qualità del vivere urbano.

Ci chiediamo davvero (la risposta però la conosciamo già) se abbiamo davvero bisogno di una nuova GSV!

Non siamo assolutamente convinti che il bene della città sia quello di investire nel gigantismo dell’ennesimo Mall quando tra l’altro sentiamo spesso che negli Usa si sta assistendo alla crisi di molti centri commerciali o quando leggiamo, su noti quotidiani, che persino in Inghilterra è stato presentato un rapporto sul Retail che consiglia alle autorità di vietare la costruzione di nuovi centri commerciali fuori porta per tentare di salvare i centri cittadini dalla desertificazione.

Anche la nostra normativa regionale contiene precise indicazioni volte a privilegiare strategie commerciali che ricerchino l’equilibrio tra le varie forme distributive per salvaguardare i centri urbani ed evitare vengano svuotati delle loro funzioni essenziali così che possano continuare ad essere punto di riferimento ed attrazione per ciò che ci circonda.

2) TERRITORIO ED IMPLICAZIONI SOCIO/ECONOMICHE

Riteniamo che scegliere la strada di un nuovo mega centro commerciale contenitore di “1000 e una funzione”, anche di entertainment, ai bordi della città, possa andare a scapito della vita sociale del centro storico. Soprattutto in Comuni di dimensioni medio/piccole è stato in più occasioni rilevato che i centri Commerciali “fuori porta” shop-fun-eat, spesso finiscono per essere un polo sostitutivo di quel centro che invece vorremmo salvaguardare e che così rischia invece di venir impoverito di vitalità e motivi di attrazione, con grave danno per il territorio intero.

Nel Piano Strategico della Città Metropolitana per il nostro Ambito Nord Ovest le funzioni riconosciute esplicitamente e da privilegiare al fine di rispondere meglio alle caratteristiche proprie di questo ambito, sono quelle della conoscenza, della ricerca e dell’innovazione. Voler creare l’ennesimo centro commerciale - anziché favorire l’insediamento di attività legate alle opportunità che per esempio MIND può/dovrebbe creare (come a titolo esemplificativo spazi residenziali di qualità a basso impatto ambientale, di coworking nel verde, spazi insediativi e attrattivi per realtà strettamente collegate per es. allo sviluppo tecnologico, all’innovazione, alla mobilità sostenibile ecc.) - ci pare possa essere una scelta fortemente riduttiva rispetto alle indicazioni previste ed alle possibili aspettative di più ampio respiro e interesse.

3) LA VALENZA SOVRALOCALE DELL’INTERVENTO IN ESAME

Crediamo che un intervento di queste dimensioni e proporzioni sia quantomeno di importanza e rilevanza sovralocale e che il tipo di funzione-progetto non possa dipendere dalla scelta di un singolo Comune.

Pur rimanendo quest’ultimo autonomo nelle scelte riteniamo sia necessario attivare quantomeno delle condivisioni, degli accordi e una co-pianificazione (soprattutto delle criticità in atto) vista la potenziale portata su area vasta.

Regione Lombardia, Città metropolitana, Comuni del Patto per il nord ovest Milano, nonché i Comuni contermini sono tra i primi soggetti istituzionali che ci vengono in mente perché senz’altro tutti strategicamente rilevanti ciascuno per il proprio ambito di competenza.

Non dimentichiamo peraltro che il territorio è già ampiamente sollecitato e, ci auguriamo adeguatamente coinvolto, da un progetto di grande valenza quale MIND, che da tempo ha attivato un percorso di ampio confronto e collaborazione tra i Comuni interessati, Città Metropolitana e Regione Lombardia, al fine di raggiungere obiettivi strategici di lunga durata anche per ciò che riguarderà il commercio e il territorio nella sua accezione più ampia.

4) OBBLIGO DI PARTICOLARE ATTENZIONE PER L’UTILIZZO DI SUOLO NON EDIFICATO

L’assunto da cui vogliamo partire come i tanti colleghi che lo hanno già più volte ribadito, è che il suolo è una risorsa preziosa, rara, da non sprecare (specie in un’area già compromessa come il nord Milano).

Con l’AdT 12 ci troviamo su di un ambito ad oggi libero, non edificato, verde e filtrante, che di fatto rappresenta un collegamento naturale di continuità tra il parco della Balossa ed il parco delle Groane.

Con la proposta in oggetto si interverrebbe troppo “pesantemente” da un punto di vista ambientale: la dorsale verde nord prevede venga qui assicurata continuità del corridoio ecologico.

Non ci spieghiamo come si possa affermare che una struttura imponente quale quella su cui da tempo si discute, soddisfi tale richiesta.

Oltretutto aumentando la concorrenza con nuove strutture commerciali in una area già satura, si andrebbe ad aumentare la probabilità di future chiusure e quindi ulteriori aree dismesse. Una logica che ci pare in contrasto con le politiche di “rigenerazione urbana” sempre più ricercate ed attuali che dovrebbero favorire insediamenti nuovi solo su aree già urbanizzate: costruire l’ennesimo “megacentro” vale il rischio di trovarci in un prossimo futuro, con nuove aree dismesse e nuove problematiche per il territorio?

5) VIABILITÀ ED INQUINAMENTO

I nuovi carichi di traffico indotto da chi arriverà con l’auto si ripercuoteranno certamente sul sistema viabilistico, creando ulteriori rallentamenti e peggioramenti del livello di inquinamento atmosferico, acustico ambientale.

Se poi osserviamo che Milano, nella sua proposta del nuovo PGT, prevede che i nuovi impianti della grande distribuzione vengano posizionate esclusivamente nei nodi di interscambio viene naturale domandarsi perché nel nostro contesto si pensa di inserire una nuova GSV lungo un tratto -non nodale- dell’autostrada urbana sp46.

Bollate non è Milano ma visto che di fatto siamo alle sue porte, senza soluzione di continuità, questa difformità di principio nella scelta localizzazione di una Grande struttura di vendita rispetto alla città capofila può quantomeno essere ritenuta discutibile.

Ed infine, tra le tante riflessioni e sollecitazioni sopra espresse concludiamo dicendo che è illusorio pensare che basti insediare in Comuni come Bollate, un Centro Commerciale di più di 50mila metri quadri per pensare di recuperare in maniera significativa i flussi di spesa che attualmente sembrano rivolti alla rete commerciale esterna. 

Le prospettive che, in molti vogliono evidenziare in termini di ricavi e reddito (oltre che nuovi posti di lavoro) appaiono, per quanto ci riguarda, del tutto aleatorie, mentre è sicuro l’effetto destabilizzante sulla rete di vicinato ed il degrado urbano che da questa scelta ne deriverà.

 

 

IL PRESIDENTE DI CONFCOMMERCIO BOLLATE  

                                                                                                                                (Federico Curti)

  RASSEGNA STAMPA:

ico_pdfIL GIORNO 24.03.2019 (Clicca QUI)

ico_pdfSETTEGIORNI 22.03.2019 (Clicca QUI)

 

Confcommercio Bollate

ico_tel  02 3503314
ico_email m.bollate@unione.milano.it 

ico_web www.confcommerciobollate.it 

 

 

20/03/19
Categoria: Associazioni

Tipologia: Dalle associazioni